Tutti si augurano che dal Piano Nazionale di Ricostruzione e Resilienza (PNRR) scaturiscano elementi effettivi di innovazione dell’economia e della società nazionale all’insegna di una transizione ecologica ed inclusiva che sia effettivamente tale.

Il contributo che il mondo della ricerca può dare risulta al riguardo assolutamente decisivo e numerosi sono gli elementi di interesse che si stanno manifestando nei progetti che vengono redatti a ritmo sostenuto, sulla base di attività in corso da tempo che possono essere ora innescate in un più ampio tessuto di scambi e iniziative per raggiungere gli accennati obiettivi.

Anche il Dipartimento delle Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale (DSU) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sta lavorando intensamente su questi temi raccogliendo il contributo dei circa quindici Istituti che ne fanno parte, che operano su tutta una serie di discipline, da quelle filosofiche a quelle giuridiche, da quelle economiche a quelle sociologiche, dalle scienze della comunicazione ad altri settori ancora. L’apporto del DSU è fondamentale anche nell’ottica interdisciplinare ed olistica che sempre più deve contraddistinguere gli sforzi dei scienziati di ogni genere e che richiede il suo raccordo con tutti gli altri Dipartimenti del CNR.

Il nostro piccolo ma combattivo Istituto di studi giuridici internazionali (ISGI) è anch’esso fortemente impegnato sulle tematiche afferenti al PNRR. Siamo infatti referenti del DSU per due Centri nazionali (biodiversità e tecnologie agricole) e due Partenariati estesi (alimentazione sostenibile e attività spaziali). Partecipiamo inoltre a vari altri progetti (accessibilità dei disabili al patrimonio culturale, sostenibilità territoriale, made in Italy, invecchiamento).  In tutti questi settori l’ISGI svolge da tempo attività di ricerca che contribuiscono a chiarire aspetti importanti e significativi della menzionata transizione ecologica e inclusiva.  Questo PNRR non è solo, per il Paese, per il CNR e, nel nostro piccolo, anche per noi dell’ISGI, un serbatoio di finanziamento, pur importante, ma anche e soprattutto un’occasione di rinnovamento del nostro lavoro per abbattere ogni isolamento nelle infauste “torri d’avorio” e trovare così tanti nuovi stimoli alla moltiplicazione delle nostre forze in un rapporto sempre più stretto e costruttivo col DSU e gli Istituti che ne fanno parte, col CNR tutto e col Paese nel suo complesso.